Dal deserto al calvario

Dalla Liturgia: Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra.

La Santa Pasqua è la festa più grande che ci sia e il momento in qui Cristo diventa definitivamente una sola cosa con il Padre. La Pasqua è la festa della Resurrezione e per risorgere del nostro ego limitato dobbiamo seguire la via dell’abrogazione e dell’amore. Solo in questo modo noi possiamo dimenticare noi stessi e gettare le basi per una ricerca interiore.

Quindi la via della realizzazione spirituale deve condurci al di sopra del nostro ego mentale e passa necessariamente attraverso l’amore che è armonia gioia e comprensione fra tutti gli esseri umani di questa terra. L’amore conduce infallibilmente a sviluppare dentro di noi le caratteristiche stesse di Dio. La prima di queste caratteristiche è la luce. Se noi sviluppiamo amore per gli altri, amore per la ricerca di Dio dentro di noi , si manifesta la luce Divina. Il nostro amore per il Maestro e un amore reciproco. Dio ha messo dentro di noi la scintilla Divina dello spirito che naturalmente anela a ritornare alla propria Casa. E’ come la goccia della pioggia separata dall’oceano non troverà pace sino a quando sarà unita all’oceano. Così questa goccia d’amore che Dio ha messo dentro di noi e che il Maestro sviluppa è il richiamo che ci riporta inevitabilmente verso Casa. E la reciprocità d’amore che ci fa amare il Maestro e che sviluppa dentro di noi amore per Dio. La luce di Dio si manifesta nel cuore di colui che ama gli altri e che vive in armonia con loro. Senza amore non ci può essere armonia. Come possiamo entrare in contatto con lo spirito che è in noi che è potenzialmente Divino , cioè beatitudine, perfezione assoluta ? Quindi la via Divina parte necessariamente dall’amore. Per questo i comandamenti di Dio e del Maestro non sono gravosi anzi sono dolci allo spirito perché attraverso di essi noi raggiungiamo quella parte e quella beatitudine interiore che apre il nostro occhio alla visione della Luce e alla Gloria di Dio.

Questo ci conduce dalla morte all’immortalità.

Per questo è basilare l’esperienza spirituale, così come il Cristo risorgeremo dalla morte.

Dal mondo mortale in cui vive il nostro spirito entreremo nell’eternità, risorgeremo in Dio mentre siamo ancora in questo mondo. Allora potremo essere d’esempio a tante altre anime in ricerca che anelano in questo mondo alla via della vera gioia e della pace. Che la luce del Risorto possa illuminare la nostra vita buia e ci renda capaci di raccogliere i nostri fratelli e sorelle nel rispetto e nell’amore. Nella nostra vita non saranno le parole dei nostri nemici ad essere ricordate, ma i silenzi dei nostri amici. Aiutaci o Signore a portare nel mondo e dentro di noi La Tua resurrezione e metti una grande speranza nel cuore degli uomini.

IL FIUME DELLA MIA GIOVINEZZA

Fin da bambina e poi da adolescente mi è sempre piaciuto sognare, viaggiare con la mente in luoghi lontani, in paesi sconosciuti. Forse saranno stati i libri d’avventura o i giornaletti che quotidianamente leggevo. Ma dovevo adattarmi a vivere, pur amandolo , nel mio paese, nella mia contrada, come la chiamavano i vecchi del paese: il mio quartiere. La mia casa era situata vicino ad un fiume, presso il quale provai in certi giorni delle autentiche emozioni, perché vivendoci quotidianamente era diventato il mio punto di riferimento. Quanti sogni seduta , quasi in meditazione, a guardare quell’acqua allora non contaminata e limpida come quella di una fonte di montagna.

A cause dell’imperversare della seconda guerra mondiale in casa, per vari motivi, si stavano vivendo momenti drammatici. Io correvo su e giù per le sponde di quel fiume non per divertirmi ma per affaticarmi e quindi addormentarmi presto alla sera, per sopire lo stato di paura che mi opprimeva. La guerra finì, per forza di cose cambiai abitazione, ma appena potevo raggiungevo in bicicletta quelle sponde, specialmente nei mesi primaverili, raccoglievo margherite e da lì m’incantavo a guardare le vette delle Prealpi coperte di neve, pensando spesso che la nostra vita e come un fiume che nasce , da un piccolo rivolo sulle alte montagne dove tutto è pace, purezza e silenzio. Era il mio luogo preferito perché da lì potevo rivedere la mia casa devastata dai continui bombarda- menti per colpire quel ponte ferroviario vicino a noi . Stringevo fra le mie giovani mani una bambola di pezza ritrovata fra le macerie della mia cameretta, ricordo che era tutto per me e piangevo. Piangevo perché era impossibile arrestare le mie lacrime che sgorgavano dal profondo della mia anima. Quel fiume nella mia vita di bambina era diventato il mio più grande unico amico, uniti da ricordi incancellabili, era la mia infanzia. Desideravo ardentemente raggiungere la vetta della montagna dove esso nasce, dove l’acqua chiara come il vetro zampilla dalla roccia, fresca come l’aria, leggera come un filo di vento.

E il punto dove confluiscano i rivoli d’acqua sotterranei che si formano dallo scioglimento delle nevi durante l’anno. Mi sembrava di salire quella montagna. Mentre stavo per raggiungere la cima provavo una emozione nuova, avvertivo il rumore dell’acqua che scrosciava e cantava la sua canzone al Creatore. Camminando ancora un po’ vedevo il punto dove l’acqua sgorga dalla roccia, il silenzio è rotto solo dal rumore del vento.

Quale emozione provavo seguendo il corso del mio fiume, per me era come una creatura, mi sembrava che lui mi conducesse per mano, per vedere da madre natura dove lui nasceva. Ero lì, sentivo in quei momenti che la mia anima si elevava al Creatore per ringraziarlo di tanta bellezza. Mi immaginavo di vedere quell’acqua pura che scintillava alla luce del sole e che s’incamminava verso il cammino della vita.

Il suo sgorgare da quelle rocce era come una musica che si diffondeva per addolcirmi il cuore . Oramai lo vedovo cresciuto che scorreva verso la pianura, incontrando nel suo percorso mille difficoltà.

Il fiume è la vita , è un destino senza fine come ognuno di noi che cammina con le sue forze, con le sue speranze anche se a volte proseguire la nostra strada sembra una tortura. I grandi fiumi sono come la carta del tempo. Nonostante gli oltraggi, i fiumi continuano nel loro scorrere da millenni, sfidando gli errori dell’uomo. L’incontro con il mare non è mai traumatico perché le onde cominciano a salire e lambirlo con l’alta marea.

Il delta è sempre un luogo magico, luminoso, le acque cantano il loro inno alla vita, all’amore all’eternità. Il fiume mi ha insegnato l’importanza dell’esistenza. Dal suo insegnamento è scaturita una lezione di semplicità di amore di amicizia. Ora vedo il mio fiume che finisce il suo viaggio, va verso la conquista del mare ed io lo saluto.

Ciao amico delle mie sofferenze e delle mie emozioni, tu sei stato per me un dono come il sole, la luce, la notte ed il giorno.

Un’umile preghiera alla Madre Celeste

Maria portaci  nella  via  che  Tu  stessa  hai  percorso.
Si tratta  di  un  cammino  di  santità umile  e  semplice,
nascosta agli  occhi  del  mondo  e  nota  soltanto  a  Dio,
invitaci  a  lasciare le  acque  morte  di  questa  terra  c
he  promettono   e non   mantengono
che  illudano  e  poi  immancabilmente  deludono.
Tu  ci  offri  in  cambio  l’infinito  amore  di  Dio,
l’Unico   a  placare   la nostra sete  di  assoluto  e
di  ricolmare   il  cuore  di  quella    pace  che  è  già
l’anticipo  del  paradiso  sulla  terra.

L’ultimo canto degli uccelli di rovo

Gli animali non sono mai tristi neanche quando giunge per loro l’ultimo istante di vita. Anzi alcuni cantano ancora una volta elevando un ringraziamento al Creatore. Gli uccelli di rovo quando sentono di essere arrivati al limite del loro viaggio, si mettono davanti a una spina acuminata della siepe, cantano forte come mai prima di allora e poi si gettano con il petto sulla spina lasciandosi trafiggere il cuore. Lo fanno non perché siano stanchi di vivere, ma perché la loro esistenza si è conclusa. E’ il loro naturale destino. Quante volte Elisabetta, donna ancora bella, ha invidiato la fine di questi uccelli

Lei che aveva trascorso una giovinezza avendo tutto, ricchezza, amori, viaggi. Ora verso il tramonto della vita diceva sempre: “”Forse mi trovo nell’inverno dello spirito ed il freddo ha inaridito ogni mio desiderio.”” Aveva un marito che le voleva bene, un bene oramai abitudinario, due figli, che grazie alle possibilità economiche della famiglia , si dedicavano ai lunghi viaggi. Lei pensava quasi quotidianamente che il vero amore non è gentilezza, regali, è luce e chiarezza felicità fatta di piccole cose. E’ sentirsi viva, felice , libera senza paure ne timori: “”Che cosa voglio, si diceva, che cosa sto cercando. Non so dare una risposta a questi interrogativi, sono come una foglia, una piccola e fragile foglia che sbattuta dal vento continua volteggiare senza mai fermarsi. Sto vivendo per modo di dire, dopo una lunga esistenza, trascorsa ad occuparmi degli altri, senza aver pensato a me più di quel tanto e senza aver colto al volo quelle piccole e grandi gioie che ogni giorno si affacciano sulla nostra strada per dirci che la vita in ogni attimo, anche nel più sfuggevole è meravigliosa. Sono così come tante altre donne legate ai doveri, agli obblighi alle tradizioni, al giudizio altrui””.I saggi dicono che la vita scorre come un fiume, gioie dolori sensazioni devono fluire e attraversare la nostra esistenza senza mai fermarsi.

Povera Elisabetta ! Si lasciava vivere senza più desideri, speranze, sogni, attese. Si affliggeva per le piccole cose quotidiane, morendo un po’ ogni giorno, arrivando quasi al limite della vita. Pensava sempre più alla fine immediata degli uccelli di rovo, scomparendo senza molto soffrire: un colpo al cuore e poi tutto sarebbe finito. Si sentiva stanca, sfinita, senza più volontà ad affrontare la vita, Penso che a qualsiasi età si può inventare una felicità sognata, anche l’amore non ha confini di tempo e si può farlo vivere nello spazio infinito dell’incredibile. Ebbe la forza, forse spinta dalla disperazione a prendersi una vacanza al mare. Era il mese di maggio, mentre camminando sulla spiaggia guardava la sabbia cristallina che sotto il sole brillava, i pensieri si affollavano alla mente. Pensava: “”Mi lascio vivere senza più desideri, la vita intorno a me continua a scorrere regolarmente anche qui come sempre,ed io sono in preda a una indefinibile tristezza””. Sono perfino arrivata a non avvertire la gioia di essere viva. Pensava sempre più che l’amore del marito per lei si fosse spento, ma pensava soprattutto che la colpa fosse stata anche la sua. Era una giornata ventosa, le folate sollevavano la sabbia e sbattevano la spuma delle onde, lei si lasciava spingere come una foglia secca. Era appena una settimana che si trovava in quel posto di mare, e già si sentiva terribilmente sola. Il suo pensiero era rivolto sempre alla famiglia, ai figli, al marito a tutto. Ed ecco il senso di colpa che la tormentava da mane a sera, però voleva resistere lontano da tutti, anche nella solitudine. Non sapeva rinunciare alla sua passeggiata mattutina sulla riva del mare, vedere il risveglio lento della spiaggia a quell’ora è sempre un fatto nuovo ricco di stupore e meraviglia. Camminando, camminando era arrivata ad un pontile dove si radunavano le barche dei pescatori. Ad un tratto sentì una voce dire: “”Ciao signora””. Lei si voltò di scatto e con sorpresa si trovò dinanzi un amico che aveva conosciuto in una biblioteca, uomo di mare, che trascorreva la sua vecchiaia andando di tanto in tanto a pescare con una piccola barca. Quell’incontro fu la sua salvezza. Saverio, così si chiamava non lasciò più Elisabetta.

Cominciarono a vedersi spesso ma era come si conoscessero da sempre. Qualcosa di puro ed intatto gli avvicinava ma gli ponevano al riparo da tentazioni e da cadute sentimentali, era qualcosa di simile all’amore, però più forte dell’amore, senza i suoi rischi e le sue delusioni.

Non ricordo chi ha detto che ciò che rende indissolubile le amicizie e ne raddoppia l’incanto è un sentimento che manca all’amore: La sicurezza. E’ una grande verità. In poco tempo era nato fra di loro un sentimento delicatissimo che non conoscevano. Un amore senza peccato, una storia piena di momenti belli, di cose semplici che aveva aiutato Elisabetta a ritrovarsi. Andava da lui quando ne provava il desiderio e ogni volta lui nella sua piccola casa l’accoglieva con un sorriso che le allargava il cuore.

Ora viveva sola e serena in una casetta in riva al mare che mandava spesso verso la riva onde grandi e fragorose che si appiattivano sulla sabbia ricamata a dune dal vento.

IL BULLISMO DEI GIOVANI

Il bullismo dei giovani dilaga per il buonismo educativo.

Il bullismo dei giovani si sta sempre più diffondendo . Il male è che comincia in giovane età, verso i tredici anni.

Colpiscono soprattutto le reazioni degli adulti che sembrano avere sempre più timore ad intervenire con azioni educative. Si ha paura di dare delle responsabilità perciò è un segnale che nei giovani può stimolare le bravate . Saperla di farla franca mette in moto un meccanismo pericolosissimo per i ragazzi.

In questa età i ragazzi dovrebbero sentire la presenza degli adulti. Mi trovavo un giorno a Padova mentre stavo guardando un negozio di abbigliamento , sentii delle grida , mi voltai girai e vidi dei ragazzini di circa tredicenni che stavano importunando due bambine di circa undici anni, con una sfrontatezza da adulti: Intervenni subito, se ne andarono con fatica senza manifestare nessun timore, anzi io avevo paura, perché notai in loro un comportamento da uomini maturi.

Saper farla franca mette in moto un meccanismo pericolosissimo per i ragazzi.

Nell’adolescenza ci si sente fragilissimi ma contestualmente onnipotenti, il pensare che si può agire senza essere fermati significa lasciare i ragazzi a se stessi , mentre particolarmente in questa età, i ragazzi dovrebbero sentire la presenza degli adulti. Spesso non gli si da molta importanza perché lo si confonde con i normali conflitti fra coetanei. Il persecutore trova piacere nell’insultare , nel picchiare e nel cercare di dominare la “”vittima”” e continua anche quando è evidente che la vittima sta molto male ed è angosciata . Il bullo ha maggior potere della vittima a causa dell’età , della forza, della grandezza (esempio: il maschio è più forte della femmina) e per la sua popolarità nel gruppo dei coetanei . La vittima si sente isolata ed esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo perche teme rappresaglie e vendette.

Il bullismo si compie apposta per arrecare danno alla vittima, insistendo sempre su un determinato compagno più debole rispetto a colui che compie le prepotenze. Il bullismo può assumere diverse forme:

Bullismo fisico

Bullismo verbale

Bullismo indiretto

Diversi studiosi indicano come uno dei primi interventi anti Bullismo; l’incremento della vigilanza del personale docente e non docente sugli alunni . Coinvolgimento come parte attiva di un progetto più ampio.

 

ASPETTANDO IL SANTO NATALE

Sono giorni in cui ci si dovrebbe porre una lunga serie di domande.

Certe volte nelle nostre  scelte, ci siamo lasciati condizionare dalle paure e dalle incertezze? Abbiamo amato veramente il mondo intorno a noi o è stato un amore come ce ne sono tanti? E’ su queste paure che si misura la nostra esistenza. Siamo stati piccoli o grandi a seconda di come ci siamo saputi mostrare a chi ci circonda. Forse siamo rimasti delusi per non aver saputo cogliere l’attimo fuggente della crescita interiore rimanendo in bilico fra realtà e desiderio.

Di solito siamo talmente indaffarati nella vita di oggi giorno che non troviamo il tempo di accorgerci delle persone che ci stanno vicine. Questa corsa frenetica ci porta a non sapere impiegare bene quel poco di tempo libero che abbiamo a disposizione. Non siamo più abituati ad aprirci , ci comportiamo come se volessimo fuggire da tutto e da tutti.

Se non ritroviamo la capacità di formarci un attimo a riflettere, non potremo mai dividere con gli altri la parte migliore della nostra vita e ogni giorno sarà un giorno perduto: quale mondo immenso copriamo nel silenzio in tal modo ci rendiamo conto che la pace che cerchiamo è dentro di noi:

Il cielo è un mistero che si svela soltanto nel momento in cui l’uomo smette di adagiarsi nei suoi limiti e tende verso l’alto. Siamo stati creati con l’argilla e il soffio Divino ci ha trasmesso la vita. Quindi siamo cielo e terra. L’amore conduce infallibilmente a sviluppare dentro di noi le caratteristiche stesse di Dio. Se noi sviluppiamo amore, amore per gli altri , amore per la ricerca di Dio, dentro di noi si manifesta la Luce Divina.

Allora ci metteremo in devota preghiera dinanzi a quel Bambino Gesù che, per opera dello Spirito Santo, nella Santa notte di Natale nascerà e ci salverà con la sua immensa misericordia.

PERCHE’ RECARSI A LOURDES

Il dodici aprile scorso, al mattino ero un po’ triste. Ma uscita da casa trovai subito consolazione.

Mi ricordai di quello che una monaca mi disse:””Esci quando ti senti triste, il vento può farti una carezza che viene da chi ti ama, la pioggia confondere le sue gocce con le tue lacrime, il sole asciugarti le guance e abbracciarti con suo calore.

Infatti vissi poi quel tempo di pellegrinaggio a Lourdes come se avessi vissuto tutta la vita per quei giorni. Quei momenti passati dinnanzi alla grotta dell’apparizione erano diventati il senso stesso del mio esistere.

Non bisognerebbe sprecare nemmeno un attimo di un giorno come quelli in cui la vita ci appare nella sua giusta luce. Ogni attimo, ogni sensazione dinanzi all’Immacolata Concezione sono irripetibili.

Laggiù alla grotta di Massabielle ho capito che il firmamento è anche sulla terra e noi ci camminiamo sopra senza accorgerci di calpestare le stelle, dove anche un pezzettino di legno può diventare un messaggio d’amore .

l cuore cominciò ad aprirsi non appena entrati nella grande spianata che conduce al Santuario. Le carrozzine dei malati in particolare davano al paesaggio un tocco di umanità autentico e profondo.

Ma il mio cuore ebbe un sussulto di gioia solo quando incominciai ad intravedere la grotta dove era apparsa la Madonna. La miravo da lontano al di qua del Gave, che scorreva via veloce con le sue acque fresche e profonde.

Lassù nella nicchia si stagliava la bianca statua dell’Immacolata Concezione. Ecco “”Il cuore di Lourdes”” pensai.

Quando ti avvicini alla grotta senti che il soprannaturale ti viene incontro e ti avvolge, la Madonna non ti appare più, eppure lì ha lasciato la grazia della Sua presenza misteriosa ed efficace.

Mi fermai a guardare la fila interminabile di persone che attendeva pazientemente il proprio turno per passare li davanti. Nessuno tralasciava di toccare con le proprie mani quelle pareti di roccia , e poi arrivati sotto la nicchia dove Bernardette si inginocchiava, eccoli alzare gli occhi verso la statua di marmo come se fosse una persona viva che li ascoltava e li guardava.

Penso che la Vergine Santa non venne per fare nuove rivelazioni ma per risvegliare la fede assopita e per rinnovare una chiesa dolente e affaticata.

Nel nostro cammino su questa terra Lei ci ha dato di vivere momenti pieni di luce che ci arricchiscono spiritualmente e ci commuovono sino alle lacrime.

Essere soli (fra tanta gente) sotto un cielo di stelle nel chiarore di una notte di luna, lontani dal mondo e dalla vita d i tutti i giorni, è essere di fronte alla nostra coscienza che chiede una prova di verità, di amore e di costanti preghiere .

Da Lourdes si è diffuso nel mondo uno del messaggi più alti e più incisivi sulla dignità del malato e sul valore della sofferenza per mezzo della quale il Figlio di Dio ha salvato il mondo.

ORA DI ADORAZIONE

CEUN MISTERO NELLA SOFFERENZA CHE SOLTANTO LA LUCE DELLA CROCE CI AIUTA A CAPIRE. AGLI OCCHI DEL MONDO LA MALATTIA E VISTA PERDITA DI CAPACITA E NECESSITA DI ATTENZIONE TANTO CHE NON SONO POCHI I MALATI, SPECIALMENTE QUELLI ANZIANI CHE PENSANO ESSERE UN PESO PER LE FAMIGLIE E PER LA SOCIETA’.

LA RICHIESTA DI EUTANASIA VIENE PIU’ DA QUESTO STATO PSICOLOGICO DI FRUSTRAZIONE CHE DALLA INSOPPORTABILITA’ DEL DOLORE. QUANDO LA SOFFERENZA NON HA SENSO, QUANDO NON C’E’ PIU’ LA SPERANZA DI GUARIRE, QUANDO SI AVVERTE LA VITA COME UN PESO PER SE’ E PER GLI ALTRI ALLORA SI DESIDERA MORIRE E PERFINO SI CHIEDE DI ESSERE “AIUTATI” A MORIRE.

GESU’ CI HA INSEGNATO IL GRANDE VALORE DELLA SOFFERENZA DAVANTI A DIO, APPESO AL PATIBOLO OPPRESSO DA INVICIBILI DOLORI, APPERENTEMENTE IN UNO STATO DI TOTALE PASSIVITA’, HA COMPIUTO L’OPERA DELLA REDENZIONE DEL MONDO.

Chi SOFFRE ANCHE SE INCHIODATO SU UN LETTO O SU UNA CARROZZINA, COOPERA PIU’ DI QUALSIASI ALTRA PERSONA ALLA GRANDE OPERA DELLA REDENZIONE.

NON VI E’ NULLA DI PIU’ IMPORTANTE E DI PIU’ UTILE DI QUESTA COOPERAZIONE A CUI DIO CHIAMA. NULLA PUO’ COMPETERE CON IL VALORE REDENTIVO DEL DOLORE.

INFATTI E PER MEZZO DELLA CROCE CHE SIAMO STATI SALVATI ED E MEDIANTE LA NOSTRA CROCE CHE COOPERIAMO ALLA SALVEZZA DEL MONDO.

GESU’ CI INVITA A SOTTOMETTERCI ALLA VOLONTA’ DI DIO E A PRONUNCIARE IL NOSTRO “FIAT VOLUNTAS TUA”.

L’ACCETTAZIONE CI DISCHIUDERA’ UN CAMMINO CHE MAI AVREMO NEMMENO IMMAGINATO. COMPRENDEREMO CHE IL CALICE DEL DOLORE DIO LO OFFRE SOLO ALLE ANIME PER LE QUALI HA I PIU’ GRANDI PROGETTI.

Il DOLORE HA UN VALORE SALVIFICO PERCHE’ E ATTRAVERSO DI ESSO CHE L’UOMO ESPRIME LA VERITA’ DEL SUO AMORE. L’AMORE PROFESSATO A PAROLE HA BISOGNO DI RISCONTRI NEI FATTI. LA SOFFERENZA E’ QUEL FUOCO DOVE L’AMORE DIVENTA PURO E MOSTRA LA SUA AUTENTICITA’.

O GESU’ LA TUA TESTIMOGNANZA LINPIDA E SCHIETTA E’ UN RAGGIO DI LUCE CHIARA CHE ILLUMINA I SENTIERI DI QUESTO MONDO SMARRITO.

PREGHIERA alla MADONNA

Maria stella lucente nel cielo azzurro
risplendi ora com un sole nella chiesa del Signore.
Te beata che hai potuto completare la
luce dell’eterna giovinezza.

Il tuo sorriso d’amore ha illuminato i
sentieri smarriti di questo mondo.
Tu hai portato alla chiesa in festa
l’approvazione del cielo sul mistero
inaccessibile di Santità e di grazia di cui
l’Altissimo ha investito su di Te.

Umilmente Ti chiedo aiuta i nostri
giovani a guardare la vita con gli occhi
della speranza, i nostri anziani e tutti gli
ammalati ad essere sollevati dalle
sofferenze, dona loro la forza di
proseguire il cammino terreno.

In Te contempliamo la redenzione che zampilla
dal dolore.

Amen

Il mio stupendo e santo sogno

Giorni or sono ho avuto, a mio parere, la grazia di fare un sogno bellissimo e santo che mi ha realmente dato emozione e aiutato in un momento difficile.

Quella sera , prima di coricarmi avevo parlato con i miei due figli: Sante e Barbara, dell’intervento che forse dovevo subire ad un piede, a causa di una caduta al mare.

Parlando cercai di apparire un po’ turbata, ma non preoccupata, ma quando mi recai a letto detti sfogo a tutte le mie paure dato che. L’intervento che dovevo subire non sarebbe stato per niente facile e dalla degenza a letto abbastanza lunga.

Dopo un po’ mi coricai e nel silenzio fui presa da un grande sconforto perché pensavo che fosse giunta la mia fine di donna coraggiosa ed allegra e piansi come non mai. Finchè fui sopraffatta da un sonno profondo, durante il quale vissi un momento che mai dimenticherò, un sogno, non una visione, che porterò per sempre nel mio cuore e nella mia mente.

Mi sembrava di trovarmi all’inizio di una strada non molto larga fiancheggiata da due verdeggianti siepi, all’inizio della quale vedevo una persona che lentamente veniva verso di me.

Rimasi immobile e piena di curiosità. Era di altezza normale, vestita con una tunica bianca e dai capelli un po’ lunghi e biondi. Non capivo se era uomo o donna. Lentamente mentre mi si stava avvicinando vidi che sul viso aveva un pò di barba bionda. Era un uomo abbastanza giovane. Che continuava ad avanzare e quando non ebbi più alcun dubbio, cominciò a battermi forte forte il cuore.

Non sapevo più come comportarmi, sorridergli o piangere dalla gioia e commozione. Capii che era nostro signore che venendomi incontro mi sorrideva. Mi si avvicinò prendendo le mie mani fra le sue e stringendomele forte forte. Rimasi come allibita, ma poi anch’io gli sorrisi. In quel momento mi svegliai. Ero tutta sudata, ma felice come non mai.

Erano le prime luci dell’alba, il cielo stava diventando di un azzurro meraviglioso. Rimasi stesa sul mio letto per un pò, le mie paure, le mie angosce erano sparite. Mi sentivo pronta ad affrontare tutto quello che poteva succedermi. Però capii che non fu una visione ma un sogno di una bellezza meravigliosa, unica che mai piu’ dimenticherò.